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7月23日 LA FACCIA DELLE DONNE
7月20日 I FIGLI NON CRESCONO PIU“ Una generazione cresciuta nell’abbondanza e nel superfluo, imbalsamata di benessere, risulta incapace di curiosità, di sogno, di trasgressione vera: a meno che non si creda lo sia fare l’alba a guardare una cubista con la pelle oleata come una biscia d’acqua, trangugiare birre e vodke ghiacciate e calarsi qualche pastiglia eccitante per poi tornare a casa a duecento chilometri all’ora sfiorando i platani. Se trasgredire significa «disobbedire», «andare oltre»: perché tanti ragazzi rinunciano a criticare una comunità che dimostra in tutti i modi di non essere interessata al proprio futuro, ovvero alla loro condizione? Non si sono accorti del grande imbroglio?”[…] “Prendiamo l’esempio del fumo. Si spendono molte parole per scoraggiarlo tra i giovani, eppure è proprio lo Stato che fino a pochi mesi fa produceva e vendeva sigarette (ora sembra deciso ad abdicare in favore dei privati), con l’imbarazzo di due ex ministri della Salute illustri cancerologi. E non è finita: proprio mentre al ministero dell’Agricoltura si dichiarano soddisfatti per il mantenimento degli aiuti economici europei alle culture di tabacco per i prossimi quindici anni, la Rai manda in onda una campagna pubblicitaria per dissuadere i giovani dal fumo. Anche per vendere automobili non ci si spreca in coerenza: la Fiat per fare pubblicità al suo modello più popolare tra i giovani utilizza il più veloce dei piloti di Formula Uno, Michel Schumacher. E poi ci strappiamo i capelli ogni volta un ragazzo muore correndo il sabato sera.”
Questi sono dei brani tratti dal libro “I figli non crescono più” di Paolo Crepet, è un libro che ci parla dell’attuale situazione delle famiglie e dei figli disastrosa come non è mai stata, è un libro che ci vuole aprire un po’ gli occhi e che getta una luce nella penombra che ci circonda. I figli che crescono nell’insicurezza, nel benessere, nella falsità della rete informativa, che non conosceranno mai se non troppo tardi il significato delle responsabilità. Giovani che vivono nel benessere quotidiano, con il timore di dovere crescere in un futuro insicuro, adulti che non riescono a imporre regole che per primi non rispettano, in bilico fra l’essere amici o genitori, fra quelle regole che per i loro sensi di colpa non riescono a imporre e i compromessi ai quali giungono con i loro figli. Non ho neanche finito di leggere questo libro, ma sentivo il bisogno impellente di scrivere qualcosa, quanto meno per invogliare qualcuno di quei figli, dei quali faccio parte anch’io, o di quei genitori a prendere in considerazione questo libro come un manuale per raggiungere il miglioramento di noi stessi. Spero serva a qualcosa… Di seguito ho riportato alcune frasi dell’introduzione al libro, magari vi piace!
“[…] Il tuo compito, la tua meta in fondo al viaggio, è diventare migliore dei tuoi genitori. Non farti imbrogliare da chi vorrebbe comprare il tuo consenso con denaro o adulazioni, non ti far bastare ciò che sono disposti a darti. Alza la fronte e non porre limiti alla tua ambizione[…]. Sforzati di trovare il coraggio per dare spazio alla tua creatività[…]. Non dare retta a chi ti indica le scorciatoie, prova a osare strade difficili[…]. Fa crescere dentro di te rabbia e sete per l’inquietudine. Non buttarti via, impara a dannarti senza perderti.[…]. Ama la tua libertà e difendila da tutto e da tutti;[…] le dipendenze non fanno crescere, aiutano soltanto a smarrire il senso del viaggio.
7月2日 VASCO LIVE STADIO OLIMPICO 2007VASCO LIVE STADIO OLIMPICO 2007
Dopo essere entrati nell’arena dove a “breve” vedremo combattere il nostro leone, la situazione è molto tranquilla: c’è ancora poca gente, i posti sono ancora liberi e si sente nell’aria un profumo di magia. Sarà lui che ci dà queste emozioni senza neanche vederlo…però sappiamo che c’è, che anche se non ama Roma, noi lo amiamo! Per passare il tempo si parla, si mangia, si beve e perchè no si fa anche qualche canna. Sono all’Olimpico, con Claudia, Peppe e Carolina, siamo un po’ annoiati dall’attesa, non sappiamo come passare il tempo, sono le quattro e il concerto inizierà alle nove e mezza. Per fortuna la copertura sopra la nostra testa ci protegge dal sole, non voglio pensare alle persone sul prato…ma, un urlo mi risveglia dal quasi torpore della noia…sta uscendo Vasco…si ferma sul palco e ci dice: “ ragazzi fatevi poche canne se no arrivate a questa sera che siete troppo stanchi”…immaginate la reazione. Si fanno le nove e mezza, la luce del sole è ormai scomparsa dietro la struttura dello stadio, il caldo è andato via, inizia lo spettacolo…si spengono le luci del palcoscenico, una strana composizione di schermi e luci riappaiono dal buio sfocate dal fumo bianco degli effetti, eccolo è Vasco. Un urlo smisurato nasce dalle ottantamila voci in delirio, lo stadio inizia a tremare e la gente è letteralmente impazzita.
Primo pezzo della serata è “Basta poco”, la voce del Blasco è quasi coperta dal coro degli ottantamila che cantano con lui, fra una canzone e l’altra parte il coro di “voci bianche” che intonano: “ Vasco…Vasco…Vasco”. Subito dopo “Cosa c’è”, segue “Blasco Rossi”, “Voglio andare al mare”, “La compagnia” e tante altre, ma i pezzi che hanno coinvolto tutti, ma proprio tutti sono stati i primi tre, poi “La compagnia”, “Buoni o cattivi”, “Anima fragile”, “Siamo soli” e “Un senso”. Ma quelli che ci hanno emozionato sono stati “Stupendo”, “Sally” e “Siamo solo noi”. “Rewind” ci ha come riavvolto, come se la serata fosse iniziata di nuovo, per ripartire con “Ciao”, “Bollicine”, “Stupido hotel” e “Vivere” e concludere con “Albachiara” che ci ha fatto anche piangere.
Vasco, quel palco, la magia, le luci, sembrava quasi che l’uomo per quelle due ore e mezzo di concerto si liberasse dalle convenzioni, dalle stupide regole imposte dai governi, dalle nazioni, che l’uomo si facesse spirito che le anime di quelle persone si unissero fregandosene di non saper cantare, per creare un’ unica grande voce che emozionasse quell’uomo piccolo piccolo con i suoi grandi occhi azzurri che si agitava sul palco. Non sembrava più realtà, ma un unico grande sogno fatto da ottantamila persone. Ci ha dato tutto quello che poteva: le casse erano la sua voce, gli schermi i suoi occhi, le due grandi pedane le sue gambe, era fra noi, si era unito alla sua gente, a quelli che lo amano, un connubio fisico fra di lui e i suoi fans. Un piccolo uomo trasformato in gigante. |
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